martedì 17 gennaio 2012

Non si muore che in un momento di distrazione

Mi sarebbe piaciuto farti vedere con quanta attenzione sottolineavo le frasi del mio libro. Pensavo continuamente a quando te lo avrei prestato, a come avresti reagito davanti a quei segni fatti a matita. Forse proverai un po' di compassione, a me accade spesso imbattendomi nelle sottolineature altrui. Soprattutto quando le uniche parole evidenziate sono quelle in corsivo o in grassetto. C'è qualcosa di malsano in chi sottolinea solo ciò che è riconosciuto fondamentale dagli altri, ci tenevo a dirvelo.

Mi piaceva leggere con particolare attenzione quelle pagine segnate da un'orecchia all'angolo della pagina. Mi piaceva soltanto perchè dietro ogni piega c'era G. Forse la mia era una curiosità invadente, voyeuristica, ma in fondo non potevo saltare una pagina intera, così, con la stessa nonchalance con la quale si chiude repentinamente una serranda o si nasconde un binocolo dietro la schiena.






Non mi piaceva essere accompagnata alla stazione. Nessuno capisce dove e quando fermarsi. Dove e quando salutarsi. Il confine tra il troppo presto e il troppo tardi è labile, e comunque lo si decide sul momento.
E' stato Bello voltarmi e vederti lì, al posto Giusto.




Troverai una riga rossa del mio smalto a pag.60

6 Messaggi Cifrati:

  1. Spero non sia il libro che ti ho prestato due mesi fa.

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  2. E che pensi di chi sottolinea TUTTO? Ne esistono, eh! Estremo interesse o estrema indifferenza?
    Che bello che la riga di smalto sia su un libro e non sull'ipod.

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  3. Sai che non lo so. Io quando sono in biblioteca e mi accorgo di aver sottolineato troppo/tutto, mi vergogno e mi nascondo un po'.
    Però per alcuni paragrafi sembra davvero indispensabile... sarà estrema interenza o indiferesse

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