lunedì 2 aprile 2012

Bye Bye.

Gentilissimi lettori,
sulla scia di ciò che ha già espresso G. (potete leggerla qui) vi voglio descrivere ciò che mi è accaduto l'altro ieri. Cose serie eh, talmente serie da costringermi a rimandare il racconto sui maniaci al concerto del TDO.

HO SMARRITO LA MIA PERSONALITA'
DAL 12/02/91
SE LA VEDETE CONTATTATE IL
333*******
In breve, sabato G. mi ha avvisato della presenza di una stalker che ha pensato bene di fare un bel profilo su blogger e tumblr, copiandoci frasi, titoli di post, citazioni e personalità. Purtroppo questo furto va avanti da qualche anno, ma la cosa non mi preoccupa troppo, vista la pochezza e l'irrilevanza della sua presenza, in rete e nella vita reale.
Disgraziatamente, in seguito ai "consigli" che G. ed io le abbiamo dato, il suo blog è diventato misteriosamente privato, quindi non posso controllare gli sviluppi e le svolte della sua vita, che deve essere proprio scoppiettante e ricca di eventi sensazionali. Un giorno qui, l'altro nel soggiorno, domani in cucina, oggi rubo la personalità a lei, dopo domani all'altra, per le vacanze una bella gita nei panni di quest'altra e PEM PEM, proprio.
Dunque, vi lascio alcuni link interessanti che potete visitare tutti i giorni, 24h su 24, inclusi i festivi. Se interessati, potete lasciare un messaggio con contenuti a vostro piacimento. Ve ne sarò grata.

Profilo Tumblr
Profilo Blogger (purtroppo non posso più vedere altro, ma potete chiederle di essere invitati, se siete curiosi)


A breve cercherò di scoprire il suo indirizzo e numero civico.
A presto.


venerdì 16 marzo 2012

Il personaggio grottesco del giorno. #1

Outfit: 
  • intramontabile t-shirt nera con primo piano di lupo.
  • jeans tri-color con tribali bianchi.
  • felpa nera con interno in pelo color sabbia.

 Segni particolari:
  • ah ce ne sono altri?
  • accento balcanico.
  • orecchini, 3, lobo sinistro.
  • occhiali finto specchio. 


Treno delle *:20 pm, decido di sfruttare quei consueti quaranta minuti di anticipo per guardare il paesaggio immobile fuori dal finestrino.
Immersa nella contemplazione del binario **, un ragazzo mi chiede Sono liberi? Dico due : uno impercettibile e roco, con l'incertezza che hanno tutte le prime parole dette dopo lunghi silenzi; il secondo arriva svelto a confermare.
Non so come sia stato possibile passare da una semplice informazione logistica al segreto della felicità, ma dev'esserci un nesso.

Devi trovare una persona buona, che ti vuole bene. Che arriva a casa e vede che hai pulito e ti dice cose dolci. Se arriva a casa e butta cose sporche a terra non è buono. Poi si piange ed è brutto. Non dico sexo, sexo è una cosa, amore è un'altra.Allora penso a come dev'essere imparare l'italiano per uno straniero. Le uscite settimanali de L'Italiano per tutti devono avere per forza l'inserto speciale su luoghi comuni e credenze tipiche dell'italiano medio. La prossima settimana: come riuscire a dire che la laurea non serve a niente, in quattro semplici gesti.

Finita la storia sulla neve in Romania, mi spiega: perchè io sono romeno. Non sono italiano. Fingo stupore e gli dico che pensavo non gli piacessero semplicemente le doppie. Prende dalla tasca una macchina fotografica per farmi vedere delle sue sculture su legno. La ragazza seduta vicino a me si mette le cuffie, ma tanto io fra un po' scendo, e te le guardi tu le incisioni sulle corna di cervo.
Poi mi porge la macchina fotografica e dice Prendi, tienila tu, vai avanti con questo. Premo il pulsante che mi indica due volte e dalla ringhiera della casa costruita in Romania, mi trovo davanti le sue foto a torso nudo, nella neve. Rimango così. Schiaccio veloce il tasto avanti veloce via via ma queste foto non finiscono più e c'è sempre lui con i capelli bagnati messo in tutte le pose. Una meno sexy dell'altra poi. Allora gli rendo la macchina fotografica. Cerco di mascherare il ribrezzo e fingo indifferenza come se avessi visto le foto di una gita alle Cinque Terre. Bella casa. Complimenti.


 

venerdì 24 febbraio 2012

Il sangue è stato offerto dalla Cirio.

Dev'essere per forza una scritta nuova perchè io, in tutti questi anni di pendolarismo, non l'ho mai vista prima.
«FACILE DA RICORDARE»

Lettere nere su sfondo grigio di un muro qualunque della stazione T.L.
Le vedete alla vostra destra, non appena il treno comincia a rallentare e ve ne accorgete perchè ogni tanto sbuffa anche, attirato com'è dalla penultima fermata. Neanche il Regionale Veloce 2074 sembra essere felice di arrivare a T. lo fa perchè deve e perchè è sicuro che qualcuno tra di voi ha pagato il biglietto. Non certo come questa ragazzina che chiude la chiamata dopo aver parlato con il suo "amo". Hanno appuntamento verso le 5:35 pm.
Poi però arriva il controllore, che non ha la faccia di chi si fida di un "già visto" (nessuno ce l'ha) allora gli mostro di nuovo il mio abbonamento superfico, che non si sa mai. La ragazzina invece non ha nulla da fargli vedere, a parte la Louis Vuitton originale. Questo controllore non ha neanche la faccia di chi apprezza una borsa a secchiello, vintage che sia, proprio non la vuole.
Allora signorina, sono euro cinquanta di multa. Mi perdo il momento del pagamento, ma a quanto pare i cinquanta li aveva dietro, la ragazzina.
Mentre il controllore le siede davanti, scrivendo e annotando, la signorina fa una chiamata senza dare retta all'uomo in uniforme
Non mi hanno fatto la multa? Eh. Credici.


Ma cos'è poi questa frase interrogativa/negativa?

martedì 17 gennaio 2012

Non si muore che in un momento di distrazione

Mi sarebbe piaciuto farti vedere con quanta attenzione sottolineavo le frasi del mio libro. Pensavo continuamente a quando te lo avrei prestato, a come avresti reagito davanti a quei segni fatti a matita. Forse proverai un po' di compassione, a me accade spesso imbattendomi nelle sottolineature altrui. Soprattutto quando le uniche parole evidenziate sono quelle in corsivo o in grassetto. C'è qualcosa di malsano in chi sottolinea solo ciò che è riconosciuto fondamentale dagli altri, ci tenevo a dirvelo.

Mi piaceva leggere con particolare attenzione quelle pagine segnate da un'orecchia all'angolo della pagina. Mi piaceva soltanto perchè dietro ogni piega c'era G. Forse la mia era una curiosità invadente, voyeuristica, ma in fondo non potevo saltare una pagina intera, così, con la stessa nonchalance con la quale si chiude repentinamente una serranda o si nasconde un binocolo dietro la schiena.






Non mi piaceva essere accompagnata alla stazione. Nessuno capisce dove e quando fermarsi. Dove e quando salutarsi. Il confine tra il troppo presto e il troppo tardi è labile, e comunque lo si decide sul momento.
E' stato Bello voltarmi e vederti lì, al posto Giusto.




Troverai una riga rossa del mio smalto a pag.60

mercoledì 4 gennaio 2012

Non sottovalutare il Courier.

Io sono il tipo di persona che si nasconde dietro un font sbagliato. Dietro una tastiera troppo sporca per essere utilizzata. Dietro una disposizione dei mobili che non rispetta il feng shui. Dietro l'inattività tipica di agosto, anche quando questa si trascina misteriosamente fino al 28 di febbraio. La tipica inattività di febbraio.

Ho notato che non scrivi più sul blog, mi ha detto ieri C.
C. non è attento a questi particolari. C. non è nemmeno tanto sveglio, e non lo definiresti tale neanche dopo un minuto o undici anni di conoscenza. Solo grazie a lui però ho capito di avere un problema. Un problema con le parole. Tanto per dirne una, quando non si sopportano espressioni come un giorno, ieri, l'altro ieri o a volte, va a finire che gli incipit a disposizione si dimezzano, e così anche la voglia di raccontare.





Descrivere qualcuno quando si è ben disposti, riconoscenti o magari innamorati, sarebbe fin troppo semplice per chiunque. Emozioni, sentimenti, ricordi, inchiostro, persino la tecnologia, anche lei sembra collaborare. Tutti vogliono fare un bel lavoro, pulito, e tornare a casa presto.
Ben diverso sarebbe farlo adesso, nel bel mezzo del frastuono.
E'questo che volevo fare. Scavalcare incertezze e ferite del momento, per descrivere tutto ciò che non è stato contaminato dall'ultimo litigio del giorno. Perchè è da questo contrasto che, almeno secondo me, nascono le descrizioni migliori. Quelle un po'futuriste, che seguono e assecondano l'oscillare dei pensieri:


Tuuum.Zang.Bummm.
 




mercoledì 23 novembre 2011

Faccio il letto come Nanni Moretti

Quando utilizzavo una sola decina e qualche unità per contare gli anni buttati alle spalle, anche io, oltre a non saper utilizzare l'abaco, detestavo ogni forma di libertinaggio. Senza scomodare Marchesi dal nome evocativo o Lapo Elkann, il libertinaggio che intendevo io si adattava perfettamente al mio stile di vita e alla mia limitata conoscenza dei vizi. Questa repulsione per ogni tipo di divertimento che non includesse due dadi o una scacchiera, era accompagnato poi da quell'ingenua e scontata visione idilliaca dell'amore. Del resto in quel periodo persino i Gemelli Diversi facevano una netta distinzione tra sesso e amore. E vuoi non dare retta ai Gemelli Diversi?
Così gli anni trascorrevano, alcune mie compagne del liceo sperimentavano le gioie della nutella, altre quelle dell'aborto, altre si truccavano prima del suono della campanella (in realtà sto parlando della stessa persona). Ed io, in tutto ciò, continuavo ad idealizzare cose e persone. Rileggevo sms e conversazioni, guardavo fotografie, cercavo di rivivere sensazioni provate ore prima, tra le calde braccia di una connessione internet. Ho scritto proprio braccia, sì.
Questi rapporti malsani con gente mai vista o vista di sfuggita e per caso(dopo quattro casuali ore di treno), dovevano essere un buon motivo per indurmi a porre ogni tipo di relazione su uno sfondo di amarezza e cinismo. Al contrario, invece, continuavo a vedere del romanticismo proprio lì dove c'era soltanto tristezza, assenza e oggetti. Oggetti inutili che conservavano un odore che ho scoperto poi essere il mio.
Comunque questo discorso lo riprendiamo. Ciao.




sabato 5 novembre 2011

Gandhi un cazzo

Lui con il bomber lucido, viola. I capelli lunghi e lisci di un colore indefinito tendente all'arancione. Dall'espressione ricordava un po' quel Gasparri imitato da Marcoré.
Lei con la Louis Vuitton penzolante a metà braccio, il labbro superiore appena siliconato e altri cliché sparsi per tutta la sua persona.

Sai perchè stanno manifestando? dice lei con voce stridula Per quel treno che va a Parigi.
Lui dice qualcosa, ma da quel groviglio di difetti di pronuncia non riesco ad isolare una singola parola. Sembra quasi che quel perpetuo oscillare di capelli sia più esplicativo di qualunque verso proveniente dalla sua bocca. Che gentaglia, vero? Sono i... come si chiamano, i TAV!
Osservo un gruppo di skinheads o presunti tali alla mia destra. Per un attimo sì, ho seriamente pensato di andare lì e comunicare loro che quell'uomo con i capelli arancioni (lo vedete? quello che sembra autistico, sì proprio lui) li aveva appena insultati.
Il famoso treno che va a Parigi.







(e comunque erano studenti)